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L'etichetta |
Per un vino bianco piemontese di una denominazione trascurata dalla critica enologica, prodotto con un banale e breve affinamento in acciaio ma sempre tenendo che questo vino segue il disciplinare DOCG il risultato mi piace per diversi motivi:
- Il prezzo è a una cifra o poco più.
- non presenta difetti di produzione quali puzzette, tappi improbabili o sensazioni chimiche.
- i profumi neutri lo fanno mettere nella categoria dei buoni pinot bianchi leggermente maturi ben abbinabile a tanti piatti neutrali e delicati o speziati.
- in bocca ha poca acidità quindi va bevuto giovane con l'accortezza di usarlo con abbinamenti acidi o piccanti.
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