venerdì 18 aprile 2014

Vini Velenosi - Passerina Brut

Etichetta

Colore: giallo brillante con riflessi verdolini
Olfatto: fiori d'acacia, frutta bianca, cedro
Gusto: perlage fine e persistente fresco e sapido.
Prodotto con il metodo charmat .

Queste informazioni sono prese dal pieghevole appeso al collo della bottiglia, oltre ad alcune ricette per l'utilizzo del vino come ingrediente principale nel cocktail estivi a base di frutta.

Ho come un presentimento da sensitivo televisivo che qualcuno abbia fatto allusioni più o meno approfondite riguardo ad un paio ossimoro. 

Tralascio le malizie e consiglio l'abbinamento con tortellini panna e prosciutto (mi raccomando non quelli preparati da scaldare nel microonde) ed una spruzzata di formaggio che sta bene ovunque. 

venerdì 7 marzo 2014

La Barrique e lo standard della stella


In seguito ad un pranzo presso il ristorante La Barrique di Torino, ho collegato il luogo al fatto che tra i tanti ristoranti visitati negli anni questo si possa prendere come un riferimento classico per la valutazione del riconoscimento più ambito dagli chef (per altri invece è un punto di partenza).
La sala è raccolta e ben isolata dal caotico esterno tra cavalcavia ferroviario e direttrici trafficate della città.
Le tonalità neutre dell'arredamento rendono ovattato rilassante l'ambiente, la musica soffusa e la discreta e corretta professionalità in sala predispongono il cliente al meglio. 
Lo chef presenta una cucina dalle basi solide, rispettose della tradizione e proposte più audaci ma comprensibili e coerenti. Le preparazioni sono ben eseguite senza lasciare alcun dubbio su quale sia l'obbiettivo: accontentare il cliente senza lasciare dubbi se quello nel piatto era voluto oppure un errore di preparazione.





amuse bouche

agnolotti ai tre arrosti

cosciotto di capretto

anatra al pepe di sechuan

sorbetto

martedì 18 febbraio 2014

l'equazione del Condrieu

Pamela Anderson


Alzi la mano chi durante le feste di Natale NON ha mai abbinato panettone o pandoro con la cuvée imperiale di Berlucchi.
Con i dolci si abbinano vini dolci e la cuvée imperiale non è dolce.
Pazienza. Non è mai morto nessun per un abbinamento sbagliato.

I vini sono spesso oggetto di paragone con altro al di fuori del vino: abbinare il vino con la musica è quasi scontato. Abbinarlo con i sigari è più difficile. POi c'è chi li vuole paragonare a squadre di calcio.
Tutto questo è decisamente relativo alle esperienze personali..

Viognier


Mi risulta invece estremamente più difficile evitare il paragone tra un vitigno ed una donna famosa se il vitigno è il viognier e la donna è una bionda, formosa, accondiscendente, più o meno piacente in base ad altri parametri. con un "ma" finale sempre uguale. Se manca di acidità più o meno accentuata fa in fretta ad annoiare anche il più assetato e curioso. 
Sinceramente però ogni tanto diventa importante e/o necessario rinfrescare il ricordo, e se questo ricordo fosse una Pamela in piena forma non è difficile avere dei buoni ricordi.

La vera differenza tra un Condrieu con profumi di frutta disidratata come ananas e albicocca, cera e violetta, un po' di tostatura con l'aggiunta di un filo di freschezza e di parecchio alcol e la suddetta tipica bionda più o meno rifatta è il costo necessario all'inutile ricerca dell'acidità.

venerdì 27 dicembre 2013

Moscato d'autunno 2012 P. Saracco

Etichetta

Qualcuno più famoso di me, anche lui pensionato ma decisamente più ricco di me ( l'avvocato) avrebbe sparato la sua sentenza con un sintetico 100/100.
Qualche romano avrebbe sinteticamente escamato: 'sticazzi.
Qualche ligure con un semplice: "Belin."
in Toscana un condito: "maremma maiala che buono". 
a Milano: Uè ma l'è propri bunn.

domenica 8 dicembre 2013

Palazzo Lana extreme 2004 - Berlucchi

Bottiglia

La linea Palazzo Lana è ricavata dalle uve migliori nelle migliori annate. Praticamente il meglio che la Berlucchi produce tra tutti i suoi vini.
La dicitura extreme rivela che è prodotta da uve pinot noir. Tenuto conto della qualità del vino e del suo costo al dettaglio è facile inserirlo tra i migliori rapporti q/p della Franciacorta.
Il vino si mostra con un bel colore giallo paglierino intenso e bollicine finissime, profumi più vegetali che fruttati o floreali, si sentono nettamente la menta bianca, il basilico, il sedano ed una leggera nota che sembra porro. In bocca a seconda della temperatura di degustazione passa dall'austero fresco al gourmand dolcino a temperatura più elevata. Bella bevuta senza dubbio. Chapeau

domenica 24 novembre 2013

Chambave Muscat 2012 - La Crotta di Vigneron

Un vino bianco territoriale di ottima qualità che si rivela decisamente aromatico come da DNA del vitigno. Fino a qui non ci piove!
Espressione che annusandolo a pieni polmoni dal bicchiere ampio si distinguono soprattutto le note di erbe officinali e di frutta a polpa gialla. Gli aromi di salvia e rosmarino si uniscono ben distinte alle sensazioni dolci della pesca e delle prugne gialle una fresca nota acidulo-piccante  punge in maniera delicata la punta del naso. All'assaggio il corpo è pieno per essere un moscato, l'alcol sostiene vigorosamente la sua parte ma l'equilibrio e l'acidità attenuano quello che potrebbe rivelarsi controproducente per la beva. Anche a temperatura leggermente superiore al normale mantiene un solido complesso aromatico gustativo senza scadere in qualità.

etichetta

martedì 12 novembre 2013

Porto Graham's tawny 30 anni

Saltuariamente la mia curiosità mi porta al porto ma se proprio non vado al porto mi porto in prossimità del porto. Dove poi sarà questo porto? Un porto-gallo, un porto in Spagna o un porto siculo?
Di solito preferisco addentrarmi nei porti sicuri che però si chiamano Marsala, anzi, si chiama Il Marsala e lo produce De Bartoli che sia centenario, cinquantenario, ventennale è però quasi sempre un vecchio samperi. Poi mi capita di andare nel porto più veloce dove anche i millesimi di secondo fanno la differenza tra il buono ed il cattivo. Poi c'è il porto che si crede il migliore e spesso lo dimostra ma invece di pavoneggiarsi fa il gallo.

Eccolo qui! tanto è perfetto ed armonico che sembra finto: il david di Michelangelo.
Descriverlo diventa inutile perchè i suoi profumi ti inebriano e mettono in eccitazione l'olfatto fino ad ipnotizzarti, perchè il suo sapore completo, indescrivibilmente complesso, equilibrato come un bilancino di gioielleria, profondo come la fossa delle Marianne e, la sua persistenza è talmente infinita che se fosse sgradevole diverrebbe una tortura per il degustatore.
A differenti temperature di degustazione le sfaccettature di questo porto si modificano forse come potrebbe capitare a qualsiasi vecchio porticciolo di mare come i riflessi della luce dell'alba e del tramonto, del mezzodì e della notte.

A cosa lo si può abbinare questo monumento? Difficile a dirsi, è lì sul piedistallo che guarda tutto e tutti dall'alto in basso e scruta con lo sguardo di traverso, chiunque gli si voglia avvicinare  viene disintegrato senza pietà. Dovrei provare col cioccolato fondente al peperencino o quacosa di veramente piccante ma forse è meglio goderselo stravaccati sul divano, il cane sul tappeto e la dolce metà accanto.

Bottiglia